La VERA differenza tra Champagne e Franciacorta

La VERA differenza tra Champagne e Franciacorta

Due grandi vini spumanti, un metodo produttivo in comune, denominazioni di prestigio... ma una storia e un’identità profondamente diverse.
Nella sfida (tutta enologica) tra Franciacorta e Champagne, non si tratta solo di decidere quale sia “migliore”, ma di riconoscere e valorizzare le differenze profonde che rendono ciascuno di questi vini un unicum nel panorama internazionale.

 

Metodo classico: la base comune

Sia Franciacorta che Champagne nascono con lo stesso metodo di produzione: il metodo classico (o méthode champenoise, dicitura oggi protetta e riservata alla sola regione francese).

Il procedimento è affascinante: dopo una prima fermentazione, il vino viene imbottigliato con un mix di zucchero e lieviti, dando il via a una seconda fermentazione in bottiglia che sviluppa in modo naturale l’anidride carbonica, responsabile delle caratteristiche bollicine.

Ma se il metodo è condiviso, le somiglianze finiscono già qui.

 

1. Chi ha inventato il vino frizzante? Forse… l’Italia

Per secoli si è attribuita a Dom Pérignon, monaco benedettino francese, l'invenzione del metodo per ottenere vini spumanti. Tuttavia, alcune fonti storiche indicano che in Franciacorta si producesse già nel 1500 un vino “mordace” (frizzante), come testimoniato dal medico bresciano Gerolamo Conforti nel suo “Libellus de vino mordaci” (1570).

Una vera e propria provocazione storica che ci ricorda come le eccellenze italiane non siano mai nate all’ombra di qualcun altro, ma spesso abbiano anticipato le tendenze mondiali.

 

2. Terroir: la terra non mente

Il vero spartiacque tra Champagne e Franciacorta è il terroir: quell’insieme di suolo, clima, altitudine e cultura agricola che definisce l’identità di un vino.

  • Champagne: un’eredità marina: situata a nord della Francia, la regione dello Champagne poggia su terreni calcarei e gessosi, residui di un antico oceano. Il clima è freddo e marginale per la viticoltura (siamo appena sotto il 50° parallelo), ma proprio questo favorisce acidità elevata e moderata gradazione alcolica – caratteristiche ideali per lo spumante.
  • Franciacorta: la forza del ghiaccio. In Lombardia, il territorio della Franciacorta è modellato dalle morene glaciali e arricchito dalla presenza del Lago d'Iseo, che mitiga il clima e protegge i vigneti dalle escursioni termiche. Il suolo è più sabbioso e ricco di limo e il clima più caldo rispetto allo Champagne favorisce vini più profumati, rotondi e leggermente più alcolici.

 

3. Vitigni e cuvée: quando il dettaglio fa la differenza

Anche i vitigni raccontano due mondi:

  • Lo Champagne utilizza solo tre uve: Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier.
  • La Franciacorta DOCG, invece, include anche il Pinot Bianco (fino al 50%) e l’Erbamat (fino al 10%), un’antica varietà lombarda riscoperta per il suo potenziale nel contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

 

4. Affinamento, profilo aromatico e stile

Entrambi i vini affinano sui lieviti per almeno 15-18 mesi, ma spesso molto di più. Questo regala sentori di crosta di pane, pan brioche, e lievito, con una struttura complessa.

Tuttavia, lo Champagne tende a valorizzare note più minerali e acide, mentre il Franciacorta offre profumi fruttati, agrumati e floreali, con una spinta aromatica più intensa.

 

In conclusione, non si tratta di una sfida, ma di due visioni di eccellenza.

Paragonare il Franciacorta e lo Champagne non è un confronto, ma un viaggio tra due interpretazioni della stessa idea: rendere il vino qualcosa di speciale, capace di raccontare la storia di una terra, di una cultura, di chi la vive e la lavora ogni giorno.

In un mondo che punta sempre più sull’autenticità e sulla qualità, il Franciacorta rappresenta la risposta italiana a un mercato globale che ha voglia di scoprire, esplorare e lasciarsi sorprendere.

Due bollicine, un’unica certezza: la qualità nasce dal territorio.

 

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